
Si, avete capito bene, proprio quella di Gianburrasca. All'epoca molti la confusero con la pasta col pomodoro. In realta' la Pappa col pomodoro e' un antico piatto toscano, di origine contadina. Era il pasto dei bambini e dei vecchi, quelli sdentati pero'. Semplice e gustoso, era anche il modo piu' semplice di riciclare gli avanzi del pane indurito.
INGREDIENTI X 4
300 gr. di pane raffermo (meglio se secco);
500 gr. di pomodori da sugo;
2 spicchi di aglio
1 lt. di brodo vegetale;
6 cucchiai di olio Evo;
basilico
sale & pepe q.b.
PREPARAZIONE
Rosolare, in un tegame, l'aglio nei sei cucchiai di olio. Quando incominciera' a dorare aggiungete i pomodori, precedentemente sbollentati e pelati, a pezzi e abbondante basilico.
Salate e pepate a piacimento e lasciate cuocere per un quarto d'ora/mezz'ora. Aggiungete il brodo vegetale bollente e quando il tutto bolle, unire il pane secco. Laciate bollire per cinque-dieci minuti, rimestando di continuo.
Servire nella scodella guarnendolo con un filo di olio a crudo e una fogliolina di basilico.
L'ideale per questo piatto e' un vinello rosso leggero di poco corpo o anche un bel rose'. All'epoca i contadini usavano il vin torchiato a bassa gradazione o, nei casi peggiori l'acquatico.
"Ugo che preparate di buono per pranzo, oggi?"
"Il condiglione"
pausa
"Ugo sai con cosa fa rima condiglione?"
pausa
" Si lo so"
Il condiglione, comunque, e' un insalata fresca e gustosa che si prepara sulla Riviera dei Fiori.
INGREDIENTI per 6 persone
2 Kg di pomodori non troppo maturi;
1/2 peperone giallo tagliato a listarelle;
1 cetriolo sbucciato e affettato;
2 cipolline tagliate a fettine;
3 spicchi di aglio interi;
6 foglie di basilico tritate (a mano, che' altrimenti diventa nero);
1 cucchiaino di origano;
1 manciata di olive nere snocciolate;
50 grammi di ventresca di tonno;
1 uovo sodo;
2 acciughe sotto sale
3 gallette
olio Evo, sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE
Si bagnano le gallette in acqua e aceto e si sminuzzano finemente. In una ampia boule si mettono i pomodori, affettati, il peperone, il cetriolo, il basilico, l'origano, le acciughe lavate e diliscate (a pezzi), le cipolline tagliate sottilissime e gli spicchi di aglio interi.
Mescolate il tutto e aggiungete le gallete sbriciolate, l'uovo non troppo rassodato, le olive e la ventresca di tonno. Condire con oilo sale e pepe e lasciate a riposare per qualche tempo.
Un eventuale variante puo' contemplare la posto delle acciughe la bottarga.
Ci abbinerei un vino bianco e un po' mosso o ddirittura uno Chardonnay o, a voler strafare, un Muller Turgau.
Il Frico con patate e' un piatto friulano e la ricetta me l'ha spedita la Capocciona (Marta, la mia amica di Mestre) e ve la ripropongo cosi' come l'ho ricevuta.....
INGREDIENTI
300 gr di formaggio stagionato 3 o 4 mesi (stile Montasio)
4 patate grosse
1 cipolla
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE
Rosolare in una casseruola la cipolla affettata sottilissima. Aggiungere le patate a pezzetti, il sale, il pepe ed un po' d'acqua, coprire e cucinare per una trentina di minuti. A cottura ultimata aggiungere lentamente il formaggio tagliato a fettine ed amalgamare. Passarlo in un altro tegame cercando di togliere il grasso eccedente. Rosolare bene da ambo le parti formando una crosta ben dorata.
Servire caldo accompagnato da radicchio condito con aceto e pancetta fritta calda.
La Capocciona suggerisce di berci su, un bel Cabernet Franc.
PS
Capoccio' ma insieme al radicchio condito con aceto e pancetta fritta calda, se ci aggiungessi un rosso d'uovo rassodato e sbriciolato, non sarebbe piu' appetitoso?
INGREDIENTI X 4 PERSONE
400 gr di trofie o, in mancanza di queste, di reginelle spezzettate grossolanamente
1 patata di medie dimensioni
1 manciata di fagiolini
4 cucchiai di pesto
50 gr di pecorino
PREPARAZIONE
Nella pentola dove lesserete la pasta mettete la patata sbucciata e tagliata a cubetti. Quando e' cotta scolatela aiutandovi con una schiumarola e aggiungete i fagiolini. Quando anche questi saranno cotti scolateli e tagliateli in tre quattro parti. Sempre nella stessa acqua mettete a lessare le trofie.
In una terrina mettete le patate, i fagiolini, i quattro cucchiai di pesto diluito con quattro cucchiai di acqua di cottura della pasta. Scolate la trofie e conditele nella terrina aggiungendo il pecorino.
Ci abinerei un Rossese a media temperatura.
Il solito amico di Genova che ogni tanto mi manda le ricette della sua terra, specialmente quelle " in via di estinzione".
Per chi non lo sapesse i bianchetti sono gli avannotti delle sarde e sono piccolissimi si vede a malapena l'occhio.
INGREDIENTI X 4 PERSONE:
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250 GR BIANCHETTI,
500 GR SALSA POMODORI LEGGERA;
UNO SPICCHIO di AGLIO,
ROSMARINO,
BRODO o VEGETALE O DI PESCE,
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
PREPARAZIONE
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Mettete in una padella 4 cucchiai di olio, unitevi l'aglio sbucciato e fatelo rosolare brevemente. Quando l'aglio sara' imbiondito aggiungete la salsa di pomodoro e cuocere per 5/10 minuti. Aggiungete un mestolo di brodo e i bianchetti. Aggiustate di sale e pepe. Aggiungete i bianchetti e lasciateli cuocere per 3/4 minuti, al massimo. Insaporite con un pizzico di rosmarino.
Impiattateli in piccole terrine e con piccoli crostini di pane.
Ci berrei sopra o Gewurtztraminer o un Muller Turgau. In ogni caso un vino con un bouquet fiorato e leggero.
Un amico di Genova, amante della buona cucina e delle tradizioni culinarie della sua regione, mi ha spedito la storia e le ricette della Sbira. La riporto integralmente cosi' come mi e' stata inviata (ho messo mano alle ricette per renderle piu' leggibili) :
Dimenticato come le tripperie stesse, il brodo di trippa, "a sbi'ra", non e'un piatto solo ligure, ma e' talmente antico che vale la pena di ricordarlo. Ricordarlo a chi lo ha sorseggiato, a chi ne ha sentito solo parlare, raccontarlo a chi non ne sa nulla.
Nella sostanza non e' altro che il brodo ottenuto dalla bollitura della trippa, in realta' e' un pezzo di storia culinaria e sociale che mai come in questo piatto combaciano. Il nome stesso, sbi'ra, deriva dal nome dei suoi abituali consumatori, gli sbirri, cioe' le guardie, e piu' precisamente i soldati di ronda alla torre Grimaldina di Palazzo Ducale, o le guardie daziare. Anche i camalli del porto erano tra i suoi estimatori. A tarda sera o al mattino presto si recavano nelle osterie per riscaldarsi con una tazza di codesto brodo, reso piu' spesso dall'aggiunta di qualche sparuta patata, pezzi di pane e in tempi di abbondanza, delle trippe stesse: ricordiamo che a Genova la trippa si chiama sempre con il plurale, le trippe.
L'etimologia della parola sbi'ra si puo' far risalire anche al genovese sbiro che significa miserabile e quindi, "a sbira" il cibo dei poveri.
Esistono versioni non filologiche piu' ricche di questo piatto che sa di Genova antica, quella vera dei carruggi, ma sono abbondantemente arricchite e questo ne svela le origini piu' recenti e non certo popolari.
caratteristiche: La sbira e' il brodo ottenuto dalla bollitura della trippa, aromatizzato dai classici vegetali e dall'immancabile alloro.
Ingredienti per 6 persone:
1 kg di trippa,
alloro,
sedano,
1 carota,
pane raffermo,
formaggio di grana grattugiato,
sale e pepe.
Preparazione:
Lavare e sgrassare la trippa. Riempire una pentola alta con abbondante acqua; arricchitela con la carota, una foglia di alloro, 1 gamba di sedano e, se volete, un dado da brodo. Portare ad ebollizione, quindi versarvi la trippa e farla cuocere per almeno un'ora. Porre nelle scodelle le fette di pane raffermo su cui verserete il brodo e la trippa tagliata a listerelle. Insaporite il tutto con il formaggio di grana, un pizzico di sale e di pepe.
Per renderla piu' sostanziosa si possono aggiungere delle patate bollite tagliate a pezzi.
Altra versione
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di trippa (il centopelle),
70 g di burro,
lardo,
olio,
carota,
cipolla,
sedano,
prezzemolo,
1 manciata di funghi secchi e di pinoli,
sugo di carne,
formaggio di grana.
Far ammorbidire i funghi in acqua tiepida, tritarli insieme ai pinoli e rosolarli nel burro, l'olio ed il lardo. Versarvi poi la trippa, tagliata in strisce sottili, e farla colorire. Quindi aggiungere il sugo di carne. E, volendo, un bicchiere di vino bianco.
Cuocere per un'ora circa. Nel frattempo preparare il brodo secondo la ricetta precedente.
Porre nelle scodelle le fette di pane e versarvi il brodo e successivamente la trippa in umido con l'aggiunta di una spolverata di formaggio grattato.
Bene grazie Ugoooooo